Selfie estremi o kilfie: si muore per fotografarsi

Selfie estremi: dilaga tra i giovani il fenomeno dei Kilfie

È andata in onda lunedì 21 novembre 2016 in prima serata, come sempre su Canale 5, la prima puntata di Selfie – Le cose cambiano, con la partecipazione di Tina Cipollari, Katia Ricciarelli, Stefano De Martino e molti altri, suddivisi tra mentori e giuria. La prima puntata del programma ha fatto emergere la necessità che molte persone hanno di rivedere il loro aspetto fisico, sia da un punto di vista propriamente estetico che dal profilo della tecnologia: apparire bene in una foto non è più un problema solo di chi si sottopone all’occhio attento della macchina fotografica, ma può diventare un vero e proprio cruccio di chi è appassionato di selfie.

selfie-estremiI selfie sono le foto che ci si scatta in maniera autonoma, ovvero utilizzando il proprio dispositivo elettronico cellulare; spesso criticati perchè figli di un eccessivo narcisismo, essi rappresentano un modo per apparire ma anche per piacersi. Eppure, di selfie si può anche morire: il fenomeno sempre più dilagante, specialmente tra i giovani, consiste nel fotografare sé stessi in condizioni molto difficili, ad esempio in condizioni di pericolo. Il fenomeno è così diffuso che oggi, quando si parla dei selfie estremi, si parla di Kilfie: come morire scattandosi una foto.

Secondo gli ultimi report  di alcuni ricercatori (Me, Myself and My Killfie: Characterizing and Preventing Selfie Deaths) sono almeno 130 le vittime dei selfie estremi dal 2014 ad oggi: un numero che, oltretutto, sembra anche essere destinato ad aumentare. Selfie scattati in vetta ad una montagna o ad un edificio, su un treno in corsa, oppure a tu per tu con animali mortali rappresentano l’ultima pazza tendenza di chi, per un selfie, è disposto anche a morire.

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