Il via alle ordinanze “Gemelle No Slot”

Dopo la pioggia infinita di ordinanze restrittive che sono state messe in campo in quasi tutte le Regioni della nostra Penisola, ognuna delle quali seguiva un determinato percorso ed ovviamente con orari differenziati, forse si sta incominciando a pensare che il territorio dovrebbe avere orari “nazionali”, distanziometri “nazionali”, aperture “nazionali”: sarà forse per questo che dagli addetti ai lavori, anche quelli dei casino online, si è lanciata chiara e forte al Governo la voce che si desidera un intervento “nazionale” che renda l’Italia tutta unita ed uniforme. Chissà se chi ci governa questa “voce” l’ha sentita oppure sta facendo “orecchie da mercante pro domo sua”?

Nel frattempo, però, le Regioni ed i Comuni si sono fortunatamente resi conto che tutte queste disposizioni impositive nei confronti del mondo del gioco, così fatte e differenziate, stanno riscuotendo non poca confusione sia per gli esercenti che per i giocatori e che, quindi, “queste famigerate ordinanze restrittive” dovrebbero diventare tutte uguali, quanto meno nei territori limitrofi a dove le stesse vengono emesse: altrimenti si andrebbe a danneggiare “taluno” negli interessi di qualche altro.

gemelle no slotLe Regioni e gli Enti Locali, in attesa od in latitanza delle “decisioni nazionali”, stanno cercando di uniformare questi Regolamenti ma continuano a regolamentare “in proprio” e con il proprio criterio. Non dovrebbe funzionare così, in ogni caso, posto che il gioco, e questo si sottolinea sino alla nausea, è una “riserva di Stato” e come tale dovrebbe essere trattato e rispettato. Ma nel frattempo che il “nuovo” Esecutivo trovi il coraggio di intervenire in questo senso, le Regioni e le città vorrebbero prendere altre iniziative come quella dell’attuazione della tessera sanitaria per poter giocare.

Tessera sanitaria che comporterebbe il blocco della “macchinetta” qualora vengano riscontrati problemi di ludopatia da parte del giocatore che la sta usando. Sarebbe un enorme passo in avanti: in questo senso i Comuni più attivi, sotto questo ultimo profilo, sono quello di Treviso e quello di Bergamo sempre all’avanguardia quando si tratta di scendere in campo per contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo.

Certamente, l’intervento che si vorrebbe fare relativamente alla riduzione del 30-40% delle apparecchiature di gioco sarebbe un ottimo deterrente, ma quello che risulta importante è che con questo provvedimento lo Stato, finalmente, accetta di riconoscere che l’abuso del gioco è un problema serio e come problema deve essere affrontato.

Nel territorio di Treviso, per esempio, come in quello di Bergamo, si sta lavorando alacremente per mettere in atto misure di limitazione e prevenzione dei rischi derivanti dall’abuso del gioco d’azzardo e dall’abuso dei casino live. La Polizia locale di Treviso sta attuando un giro di vite nei locali destinati al gioco come bar, ristoranti, tabaccherie e sale slot: controlla che si seguano le norme in essere e, sopratutto, che siano rispettati gli orari di accensione delle apparecchiature da intrattenimento. Sono state riscontrate diverse violazioni e, di conseguenza, si continuerà a tenere il territorio monitorato con solerzia ed estrema attenzione.

Le “macchinette” presenti sul territorio comunale trevigiano, ad oggi, sono in tutto 450 ed onestamente, a parere del Sindaco di Treviso, sembrano veramente troppe e, quindi, bisognerebbe riuscire a fare di più per impedirne il “dilagamento”: ma questo compito deve essere assunto in “prima persona” dalla politica e dal Governo: i Comuni, con le armi a loro disposizione, non “possono fare di più” affinché le cose cambino.

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